Piera Pedezzi

L’autrice è stata insegnante, poi dirigente del V Circolo a Ravenna, nel costante impegno di valorizzare le “differenze”, con l’abbattimento di barriere architettoniche e relazionali, creando integrazione per alunni in difficoltà e organizzando “laboratori” socializzanti, fra cui il “Giardino delle mani fiorite”, che ha trasformato la zona fangosa e degradata di piazza Eraclea in parco attrezzato con giochi per bambini.
Per compensare l’instabilità abitativa della popolazione scolastica ha dato vita all’“insegnante di prima accoglienza”, un supporto temporaneo ad alunni recentemente immigrati, nomadi con breve permanenza, profughi da guerre o da situazioni di disagio.
Ha favorito l’intitolazione a bambini “speciali” della scuola situata in zona Darsena (“Bruno Pasini”,morto per incidente stradale) e a Lido Adriano (“Iqbal Masih”, piccolo pakistano vittima della mafia dei tappeti).
Connettendo la passione educativa con l’impegno sociale ha prodotto in due successive edizioni “Prima non ti conoscevo!”, schedario per un curriculum di educazione interculturale distribuito in scuole dell’obbligo del Comune.
Parallelamente ha creato e condotto dal 2008 al 2017, nella Sala dell’Abate della comunale biblioteca Classense, “Le parole per dirlo”, gruppo di scrittura e aggregazione per pazienti psichiatrici e per tutti i cittadini.
Ha realizzato dal 2011 al 2018 il progetto “Oltre il giardino, semi di botanica delle emozioni” per l’area antistante il Centro di Salute Mentale, allo scopo di trasformare uno spazio spoglio e non accogliente in zona ricca d’ombra e di colore. Ne è nato un “patto di cittadinanza” col Comune di Ravenna, che ha riconosciuto il giardino come iniziativa di utilità cittadina; il periodico regionale “Coltiviamo paesaggi” lo cita come esempio di “giardino terapeutico”.
Dalla primavera del 2016 quell’area ospita un’installazione “inedita” di Marco Cavallo (costruita in luccicanti lamine d’acciaio dalla scuola professionale di Piangipane) ed è intitolata a Franco Basaglia.
Questo libro sarà occasione per trasmettere alle giovani generazioni il messaggio di umanità e solidarietà nato dalla rivoluzione culturale e scientifica sulla malattia mentale, che negli anni 70 ha interrotto l’internamento di persone nelle istituzioni psichiatriche.
