Storia del cartografo che insegnò al Giappone a conoscersi

Oggi vi porto in Giappone, nel tardo periodo Edo – più precisamente nella seconda metà del 1700 - per raccontarvi la storia di Inō Tadataka (伊能 忠敬 1745- 1818), un uomo che ha dimostrato come la geografia e la saggezza interiore siano strettamente collegate. A molti il suo nome non dirà nulla. Ma lasciò un segno profondo in Giappone.
Fino a 49 anni, Tadataka era un commerciante di saké che negli affari riscosse un certo successo. Avrebbe potuto godersi una vecchiata agiata, in un epoca in cui l’aspettativa di vita era decisamente più bassa rispetto ad oggi. Invece decise di fare i bagagli, trasferirsi a Edo (l'odierna Tokyo) e iniziare a studiare astronomia, matematica e geografia da zero, sotto la guida di un maestro molto più giovane di lui.
Aveva una sfida titanica in mente: mappare il Giappone a piedi.
A 55 anni Tadataka ottenne il permesso dallo Shogunato di mappare la costa del Giappone.

Gli strumenti che aveva erano rudimentali, spesso autocostruiti. Si creò una squadra e colticò una determinazione incrollabile. Tadataka camminò per 17 anni lungo tutto l'arcipelago giapponese, misurando i passi uno a uno con una precisione millimetrica.
Percorse circa 40.000 chilometri (l'equivalente dell'intera circonferenza della Terra).
La geografia del territorio giapponese è complessa. Prima di lui i tentativi di mappare un arcipelago così frastagliato avevano dato scarsi risultat.: Il Giappone infatti è un paese tormentato, fatto di profonde insenature, vulcani, fitti boschi e montagne impervie, per giunta afflitto da periodici tifoni. Eppure Tadataka pare che non abbia tralasciato nulla.
Potrebbe essere definito un viandante, un camminatore, animato dallo scopo di mappare un territorio rimasto chiuso al mondo e ai continenti circostanti, salvo pochi contatti. Ma Tadataka portò un valore aggiunto fino ad allora poco conosciuto: oggi potremmo definirla «la saggezza del passo dopo passo».
La vera grandezza dell’impresa geografica non sta solo nei dati raccolti e nelle carte prodotte, ma nella filosofia che l'ha guidata.
Quando gli chiedevano come facesse a non perdersi d'animo di fronte alle impervie montagne giapponesi o al maltempo, rispondeva che la mente non deve guardare la fine del viaggio, ma solo la precisione del passo successivo.
"Se misuri con cura la terra sotto i tuoi piedi, il cielo sopra di te si rivelerà da solo."
La sua mappa, completata poco dopo la sua morte nel 1818, era talmente accurata che quando gli esploratori occidentali arrivarono in Giappone decenni dopo, rimasero sbalorditi. Più tardi si scoprì che le carte avevano un margine di errore inferiore allo 0.1 per cento.
L’elevata precisione delle mappe di Inō Tadataka fu il risultato di una combinazione unica di calcoli matematici avanzati per l’epoca e un enorme disciplina fisica.
Tadataka combinò tecniche di rilevamento terrestre diurne con precise osservazioni astronomiche notturne per correggere gli errori di misurazione accumulati lungo il cammino, partendo da un dato semplicissimo: la falcata del suo passo che pare fosse ampia 70 centimetri.

I suoi strumenti principali includevano la bussola a bastone (tsuesaki kompasu), una bussola portatile montata su un bastone per misurare gli angoli di direzione lungo le strade e le coste; il quadrante astronomico (shōgengi) utilizzato di notte per calcolare la latitudine misurando l'altezza delle stelle fisse quando incrociavano il meridiano. Questo gli permise di determinare la latitudine di 1.220 siti in tutto il Giappone con un margine di errore irrisorio; la ruota odometrica (ryōteisha), una speciale ruota dotata di ingranaggi meccanici che, venendo spinta sul terreno, calcolava automaticamente la distanza percorsa; l’orologio a pendolo e sestanti, utilizzati per calcolare il tempo esatto di eclissi solari e lunari nel tentativo di determinare la longitudine; infine viene ricordato per il metodo della poligonale (dosen-hō), un sistema di misurazione a terra in cui si calcolavano le distanze tra angoli e punti (usando corde e catene di ferro) per tracciare una linea continua.
Oggi Inō Tadataka è celebrato in Giappone come il padre della cartografia moderna e un simbolo nazionale di determinazione, resilienza e genialità tardiva.
Viene ricordato ogni anno da iniziative culturali e dai media locali il 19 aprile, giornata che è stata scelta come “il giorno della mappa” (chizu no hi). Lo stesso giorno in cui Tadataka partì per la sua prima spedizione nell’anno 1800.
